Donne in Musica
Concerto dedicato a Regina Strinasacchi (1761-1839), la Signora del violino
Organizzazione dell’evento a cura dell’Associazione Orchestra Giovanile della Saccisica APS
ingresso libero -consentito con green pass rafforzato e mascherina FFP2
Note di sala
“Nei giorni tuoi felici, ricordati di me”
Regina Strinasacchi (1761-1839), la Signora del violino Regina Strinasacchi, un nome fuori dal comune, che unisce nobiltà e lavoro artigianale. Il nome giusto per una musicista, che fuori dal comune lo era davvero.
Nata ad Ostiglia nel 1761, fu primadonna in un tempo che vedeva con sospetto le donne protagoniste a teatro: nel Settecento anche le cantanti-dive erano di là da venire, perché a dominare le scene c’erano ancora i castrati, fascinosissime creature evidentemente fuori dalla normalità, e dunque ideali per il traviante palcoscenico. Figuriamoci una donna che non canta, ma suona. E suona il violino, strumento maschile, anzi, diabolico. Erano tempi in cui una fanciulla che imparava a suonare, lo faceva perché cercava marito e voleva avere una freccia di fascino in più al suo arco.
Dunque, era rassicurante vederla (attenzione, vederla molto più che ascoltarla) suonare un poco di chitarra, o di cembalo o di arpa. Poi c’erano le putte dei Conservatori veneziani, che peraltro si esibivano dietro le grate, ma erano povere orfanelle, strappate dalla strada, non avevano una reputazione da conservare. Invece, Regina veniva da una famiglia di musicisti, e quando suo padre si rese conto del suo straordinario talento, trovò logico e naturale coltivarlo. E lo fece nel migliore dei modi, perché la sua ricercata professione di copista di musica faceva di lui una persona agiata, che poté permettere alla figliola i migliori studi violinistici, al rinomatissimo Ospedale veneziano della Pietà, e acquistare per lei strumenti straordinari della grande liuteria cremonese, prima un Guadagnini e poi uno Stradivari, e poi ancora costituirle in dote addirittura una carrozza, che Regina utilizzò per i suoi concerti in giro per l’Europa. E anche per il viaggio di nozze, con un valente musicista, il violoncellista Conrad Schlick, in servizio alla corte del principe Augusto di Sassonia-Gotha-Altenburg. A Gotha, alle dipendenze di questa nobile famiglia di grandi mecenati, Regina e Conrad vissero decenni molto belli e fervidi di ispirazione, nutriti anche da frequenti scambi e collaborazioni con altri corti profondamente musicali, prima fra tutte quella di Weimar; e proprio nell’orchestra di Weimar, tutta maschile, Regina ricoprì addirittura il ruolo di primo violino. Non meraviglia dunque che Leopold Mozart, dopo averla ascoltata, abbia scritto alla figlia Nannerl: "Mi dispiace che tu non abbia sentito questa donna piccola, garbata, di circa 23 anni, onesta, molto abile. Non suona una nota senza espressione, ed anche nella sinfonia suona tutto con espressione, e nessuno può suonare il suo adagio con più sentimento ed emozione di lei; tutto il suo cuore e la sua anima sono sintonizzati sulla melodia che sta recitando; e la sua sonorità è altrettanto bella, e anche la forza del suono. Soprattutto, penso che una donna dotata di talento suoni con maggiore espressività di un uomo".
Una dimostrazione di stima verso le donne, molto moderna e illuminata per un uomo del Settecento, e per di più con la fama arcigna di cui Leopold suo malgrado godeva. A questo punto, meraviglia ancor meno che Wolfgang Amadeus Mozart abbia voluto dedicarle una delle sue grandi Sonate per violino e pianoforte, la n. 32 KV 454, ed eseguirla per la prima volta insieme a lei. Eppure, il tempo e l’oblio hanno offuscato la memoria collettiva anche di un’artista di questa levatura, che oltre tutto si dimostrò una donna tanto indipendente da non temere di viaggiare da sola, e insieme accorta nelle scelte, considerato che, per farsi accettare su quel palcoscenico vietato alle donne, scelse di coltivare il virtuosismo anche sulla chitarra, strumento dall’apparenza più dolce e femminile, che alternava in scena al suo prediletto violino.
Nonostante la Sonata mozartiana che porta il suo nome sia sempre rimasta nel repertorio dei grandi solisti, sul nome glorioso di Regina Strinasacchi è progressivamente discesa una coltre nebbiosa, quella nebbia padana che a Regina doveva essere assai familiare, essendo nata e cresciuta ad Ostiglia.
E proprio la sua città natale nel 2019 ha onorato la sua illustre concittadina con una corposa e pregevole pubblicazione musicologica, intitolata Regina Strinasacchi Violinista nel Settecento europeo, ad opera di Giuseppe Schivardi, Gisa Steguweit e Maria Rita Bruschi.
Una ricerca che non poteva lasciare indifferente la musicologa Nicoletta Confalone, impegnata da molto tempo nel ricercare la valorizzazione delle grandi musiciste dimenticate. È nato così questo spettacolo, in cui al racconto di Nicoletta si affiancano le musiche che Regina suonava, affidate a tre brillanti concertiste, la violinista Claudia Lapolla, la pianista Renata Benvegnù e la chitarrista Federica Artuso. Per non dimenticare, anzi, come scriveva Regina ad un’amica, citando il Metastasio: “Nei giorni tuoi felici, ricordati di me”.
www.orchestragiovaniledellasaccisica.org tel 3389420084
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